I miei mattoni

24 Giugno 2020

Mi misi a riflettere. Cercavo la parte bella di quel momento. La trovai. Mi resi conto di aver costruito a 28 anni una vita modesta ma che avevo scelto io, mattone su mattone. Avevo perduto alcuni anni non dando priorità a me stessa. Quando iniziai a farlo mi ero posta come obiettivo i 30 anni. Sono molti e per quel giorno volevo avere la mia vita. Invece, inaspettatamente, i risultati della mia costruzione erano arrivati due anni prima. Mi guardai, facevo il lavoro che volevo fare. Faticosissimo è vero, ma nonostante tutto a me piaceva. Avevo due, tre, amiche scelte con cura, tutte diverse ma speciali. Non dedicavo loro molto tempo, il lavoro assorbiva gran parte delle mie giornate. In più avevo altre faccende familiari di cui prendermi cura. Eppure loro non me lo facevano pesare, finalmente. Non pretendevano nulla da me, ed io provavo nel mio piccolo a darle ciò che potevo. Ed anche se io non ero il tipo che chiedeva aiuto, anche in vista del passato, avevo la certezza di poter contare su almeno qualcuna di loro. Era una bella sensazione. Avevo tante altre piccole cose belle nella mia vita: uno sport che amavo, e un’insegnante che ormai era un’amica. Un migliore amico che era l’uomo migliore che avessi mai conosciuto. Ed una madre che aveva fatto dei suoi errori la strada perfetta per imparare ad amarmi. Era il mio cuore, ed io sentivo di essere il suo finalmente. Certo, avevo tante altre cose da sistemare, da migliorare e da cambiare. Ma era proprio questa la cosa più bella: avevo sogni, progetti, obiettivi. Non mi sentivo arrivata al traguardo e mi incuriosiva scoprire chi sarei stata tra un anno, o tra qualche mese. Magari un giorno avrei preso un aereo e aperto una pasticceria in un paesino sperduto, con la possibilità di leggere un libro. O forse avrei soccorso qualcuno che avesse bisogno di me. Insomma, non so dove la vita mi avrebbe portata. Quello che so è che oggi quello che ho costruito da sola è reale, e non è niente male.

Adesso lo so

22 Giugno 2020

Per tutta la vita mi sono vergognata delle mie ferite ed ho provato a nasconderle, a non farle vedere. Pensavo che per essere accettata dagli altri dovessi fingere di essere una come tutte le altre. Mi sono finta spesso una persona che non ero. Non mentendo, semplicemente cercando di rendere gli altri felici, di essere come mi volevano. Soltanto adesso ho capito che io, però, non sono come tutte le altre. E non farò più nulla per nasconderlo. Non ho mai incontrato qualcuno che amasse le mie ferite perfino prima di quanto amasse me. Mi sono sentita a lungo fuori posto nella vita degli altri, ma adesso so che erano gli altri ad essere fuori posto nella mia. Ora l’ho capito, le mie ferite sono la cosa più preziosa che ho.

La fortuna di essere diversi

18 Giugno 2020

Sì, per un attimo è successo. La sensazione di voler cambiare. Non vita, lavoro, borsa, colore alle pareti. Cambiare io. In peggio. In quello che ho sempre detestato negli altri. È successo, sì. Quando tutto è diventato buio, quando i coltelli sulle spalle erano affilati, quando le mura sono diventate una gabbia senza via d’uscita. Sì, l’ho pensato. Mi sono detta, appena mi rialzo da questo terribile momento voglio imparare. A mentire, tradire, scavalcare, ingannare, prevaricare, schiacciare. Voglio diventare il peggio di me, qualora esistesse. Ma poi non ci sono riuscita. Ho compreso che essere spietati, egoisti, incoerenti, cattivi fa parte di voi. Non di me. Ed io, per quanto ho sofferto incredibilmente, e forse soffrirò ancora, ho cominciato a considerare questa sensibilità come un dono. Io sento laddove voi non percepite, vedo laddove voi nemmeno guardate. Amo forte, proteggo sulla mia pelle, lavoro tanto e so pesare ogni responsabilità. Non so tradire e non voglio imparare a farlo, non so fare del male e me ne vanto. Mi sono sentita fuori posto per tutta la vita. Ho creduto di non riuscire mai a stare al mondo, di non trovare mai un angolo adatto a me, persone capaci di vedere davvero chi fossi. Ma non diventerò come gli altri, non mi illuderò che questo possa servire a sentirsi a proprio agio. Ci ho provato, a volte, ad uniformarmi, ad essere come il mondo mi vuole. E adesso ho capito: non fa per me. Voi tenetevi il mondo, io mi tengo me stessa. E sono fortunata per questo, adesso lo so.

Quando diventò buio

5 Giugno 2020

Gli tsunami non ti avvisano, i terremoti non ti chiedono permesso. Così, di colpo, avevo scoperto che un rifugio poteva diventare una gabbia, che il presente può tornare ad essere passato, che i chili possono sparire dal corpo come se nulla fosse e che il cuore può battere a ritmi troppo veloci che nulla hanno a che fare con la felicità.

Il mio tempo

1 Giugno 2020

Viaggiavo ad emozioni contrastanti. Il mio cuore camminava su un filo d’equilibrio. I pensieri, i passi, le decisioni e le scelte erano tutte concentrate su di me. Non c’era nessuno nei miei pensieri, né nel mio cuore. Per la prima volta non sentivo più nulla per nessuno, tranne che per me. Alla vita, e agli altri, non dovevo più nulla. Ma a me stessa dovevo ancora tutto. Era il mio tempo.

Childhood places

24 Maggio 2020

Devi imparare a fare pace con i luoghi che ti hanno fatto male. Perché i luoghi non hanno colpe, non sono responsabili delle persone che li abitano. Con il passato devi farci i conti ed accettare che lui ci sarà sempre. Era casa, ma qualcosa è andato storto. Ma non è colpa tua e non è colpa dei luoghi. Perciò perdonali, e perdonati tu. Era casa, ma adesso non lo è più. Ora lo so.

Solo l’oggi, e il domani

11 Maggio 2020

Non pensavo mi sarebbe mai potuto accadere, ma del passato non mi manca più nulla. E’ una sensazione strana, nuova, di cambiamento. Ho sempre vissuto nella mancanza di qualcuno che aveva fatto parte della mia vita, un amore, un’amicizia, un affetto. Poi di colpo ho compreso che chiunque mi aveva ferita anche solo una volta, chiunque aveva detto di me cose non vere, chiunque aveva giocato con i miei punti deboli per vincere su di me, non doveva stare al mio fianco. Oggi vinco la battaglia più grossa, quella con il mio passato. Non c’è nessun affetto, nessun’amicizia, nessun amore di ieri che vorrei riavere.

Due mesi dopo

10 Maggio 2020

Sono cambiata così tanto in questo periodo di silenzio che, all’inizio, non mi sono riconosciuta più nemmeno io. Così ho avuto bisogno di conoscermi, fare amicizia con me stessa e amarmi. La vita si stravolge in un attimo e ti mette di fronte colpi che mai avresti pensato di prendere. Poi un giorno ti alzi e tutto quello che non è accaduto in una vita intera accade all’improvviso, un giorno qualunque: cambi.

Vedevo nitidamente

20 Marzo 2020

Eppure, nonostante ne avessi passate tante nella mia vita, nulla mi apparve chiaro come in quel periodo. Quarantena, emergenza. Queste le parole più ripetute. Ma dentro di me, pur nella confusione di vite stravolte e nella paura del domani, io vedevo nitidamente. I rapporti umani, i legami, gli altri. Adesso tutto era chiaro. Adesso avevo capito tutto. Sapevo chi ero. Sapevo dove andare. Come ricominciare. Tutto era pesante, eppure io mi sentivo leggera. Lasciando andare chi nella mia vita aveva il posto sbagliato, ritrovai improvvisamente me stessa.