Bambini viziati e bambini felici: i regali non possono sostituire l’Amore

Un bambino felice non è un bambino che ha tutto. La felicità non è data dalle cose materiali, e nemmeno dal dire sempre “Sì”. Fare esperienza del “No” è fondamentale per i bambini. Così come lo è apprendere che la felicità, come l’amore, non si compra e non dipende dagli oggetti.

Sto a contatto con i bambini, per lavoro e per passione, da anni. Osservo i bambini e poi i genitori, e una delle cose che più mi colpisce è l’istinto dei genitori di compensare la mancanza di tempo e presenza con regali e giocattoli. E ancora, l’istinto a dire subito sì per accontentare il bambino ed evitare di dover perdere tempo a sentire i capricci. Errori che, se da una parte possono essere compresi e in qualche modo giustificati dalla frenesia e dai ritmi celeri della vita odierna, o dal fatto che le famiglie oggi sono spesso in crisi, dall’altro lato provocano un danno nel bambino che non sempre si manifesta nell’immediato, ma di cui pagherà le conseguenze in seguito quando si approccerà alla vita e agli altri.

I bambini sono come delle spugne: assorbono tutto ciò che vedono e vivono, in questa fase delicatissima della loro vita che è l’infanzia. Tutto ciò che assimilano influenzerà i loro comportamenti con il prossimo, e i loro atteggiamenti nei confronti della società. 

Nella Psicologia dello Sviluppo si studia un processo fondamentale della vita di un bambino: la Socializzazione. Questa si divide in Socializzazione Prima e Socializzazione Secondaria. La prima, ha come punto fondamentale la famiglia. Infatti è questo il primo ambiente che vive un bambino: genitori, fratelli, nonni e tutte le figure con cui sta a stretto contatto nei primi anni della sua vita. Lo psicologo Albert Bandura ha formulato la Teoria dell’Apprendimento Sociale: il bambino apprende i comportamenti sociali nell’ambiente primario, e imita il comportamento degli altri. La famiglia è l’ambiente in cui avviene la Socializzazione Primaria. Se un bambino osserva dei comportamenti aggressivi e prepotenti, sarà aggressivo e prepotente a sua volta; se un bambino osserva dei comportamenti giusti, sereni e rispettosi, sarà un bambino sereno e rispettoso. Per questo è fondamentale il comportamento dei genitori, ed è un errore adottare comportamenti sbagliati davanti ad un bambino pensando che “tanto non può capire”, o peggio che “c’è poi tempo per correggerlo”. 

Durante la fase della Socializzazione Primaria, che in genere dura fino all’ingresso del bambino nel mondo della scuola (dove questa diventa il fulcro della Socializzazione Secondaria), il piccolo all’interno della sua famiglia fa esperienza e comprende i diversi tipi di relazione. Attraverso l’interazione con l’adulto, il bambino impara a rapportarsi con l’autorità e impara le regole dello stare insieme

Benché successivamente, con la Socializzazione Secondaria e dunque l’ingresso nella scuola, il bambino farà esperienza di relazioni extra-familiari, la famiglia influenzerà anche questa fase, così come tutto il resto della vita di un bambino. Per questo è fondamentale il ruolo dei genitori.

Torniamo dunque all’importanza di un bambino felice e dalla differenza che vi è con un bambino viziato. Un primo modo per riconoscere un bambino viziato risiede nelle sue richieste continue: vuole sempre qualcosa, e appena la ottiene nemmeno la guarda, e poi ne vuole un’altra e un’altra ancora; un bisogno infinito di un vuoto da colmare. Richieste che, se non vengono soddisfatte, sfociano in capricci, pianti, urla e scenate, nella speranza di prendere il genitore per “sfinimento”. Il bambino è stato abituato alla dipendenza dal possedere oggetti materiali, e non ottenere ciò che vuole può sfociare in rabbia e aggressività esagerate. Un bambino felice, invece, ha imparato il valore delle cose. Dunque, anche se piccolo, sa che ci sono dei limiti, e quando non ottiene qualcosa che desidera prova ad accettarlo. Un bambino viziato sviluppa una scala dei valori molto limitata e concentrata sul concetto che più si possiede più si è bravi

Un bambino viziato ha tratti caratteriali come l’aggressività, la tirannia, la prepotenza. Un bambino felice è invece più sensibile, gentile e meno istintivo. Chiede ciò che desidera ma non insiste se non può averlo. Sviluppa dei meccanismi che lo fanno concentrare nel trovare un modo per ottenere da solo ciò che vuole; sviluppa un valore di indipendenza

Un bambino felice, proprio perché sa che non può ottenere tutto senza fatica, avrà uno sguardo di curiosità verso il mondo. Vorrà scoprire di più il suo funzionamento, andare alla ricerca di risposte. Un bambino viziato, abituato ad avere tutto e subito, non avrà curiosità verso il mondo che lo circonda; se vuole qualcosa sa che può ottenerla facilmente. 

Infine, un ultimo concetto da attenzionare, ma di fondamentale importanza, riguarda l’Amore. Un bambino circondato da affetto, comprensione, calore, presenza e costanza, sarà un bambino già colmo. Non avrà vuoti da riempire, non sarà alla perenne ricerca di un bisogno e poi di un altro. Trasmettere ai bambini l’importanza di un abbraccio, e del tempo passato insieme a giocare, lo aiuterà ad essere un uomo (o una donna) migliore domani. 

I bambini devono fare esperienza del No. Questo non significa essere genitori severi. Significa aiutare il bambino, affinché pian piano sia in grado di autoregolarsi, di capire cosa è giusto e cosa no. Dire qualche No ad un bambino fa sprofondare spesso i genitori in ansia e frustrazione, nel non sentirsi all’altezza, magari davanti ad un pianto o ad una scenata. Il punto è che non basta dire No, è necessario spiegare “perché è No”. 

Prendetevi del tempo per spiegare e parlare con i vostri figli, per giocare insieme, per stringerli a voi. Perché, come diceva lo scrittore Bruno Munari: “i bambini di oggi sono gli adulti di domani”.

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