Scrivere della gente

All’inizio ho scritto solo della mia vita, dell’amore vissuto sulla mia pelle.
Poi non mi bastava più, perché era tutto al verbo imperfetto e dopo un po’ hai bisogno anche del tempo presente. Allora mi sono guardata intorno ed ho cominciato ad osservare la gente, quando nemmeno si accorge che la sto guardando. Mentre cammino per strada, mentre sono in metro, quando sono al mare, su un muretto, al supermercato, e ovunque. Mi innamoro dei dettagli, è sempre stato così. Allora la guardo e mi rendo conto che l’amore è dappertutto. Mi piace raccontare i gesti, oppure immaginarne il prima e il dopo, chiedendomi se l’ho indovinata la loro storia. Poi mi piace ascoltare, quando mi raccontano le loro storie, ed io le racconto dopo di loro, per loro.
Mi piace scrivere. Scrivere di ognuno. Scrivere di ogni storia. Che non è mai uguale all’altra perchè, pur essendo l’amore un concetto universale, non ne esiste copia alcuna.

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