Ad un quartiere di distanza, o poco meno

Io e te sedute su una panchina, a raccontarci noi.
Chissà come sarebbe.
Me lo sono chiesto quando ho ripreso a pensarti,
quando ho avuto paura di aver finito i giorni
di non aver più tempo di guardarti almeno un’ultima volta.
E anche adesso che,
per adesso che,
sono riuscita a scamparla
e a vincere io,
o quasi,
non ho smesso di pensarti.
Di chiedermi come stai,
come sei diventata,
se ti ho lasciato qualcosa,
se sei riuscita a salvare tutto il bello di noi.
Io e te in un abbraccio,
con me piccola che sparisco,
e tu che ti fingi grande nello stringermi troppo.
Ti verrei incontro,
un passo dopo l’altro,
anche piccoli e timidi,
ma sempre avanti verso te.
Chissà se la vita ci darà un’altra opportunità,
se saremo in grado di accoglierla.
E di dirci scusa per quello che non è andato
e grazie per quello che è stato.
Se sapremo ascoltarci
anche nei nostri silenzi.
Adesso che nel mondo c’è troppo dolore,
che tutta la vita è cambiata.
Adesso che io non sono più io,
che tu chissà se sei ancora tu.
Adesso che ho ancora meno parole,
ma che ritorno a scrivere pensando a te.
Chissà se ci rincontreremo,
forse tra 10 o 30 anni,
grandi e acciaccate
più di quanto lo siamo già adesso,
sorseggiando quel tè sotto il tavolo
tra biscotti e racconti
come in quell’immagine
se la ricordi
io e te
e tutto ciò che verrà.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...