Se puoi, resta

Vorrei stare con te in una stanza tutta bianca, una stanza vuota, in cui sederci solo noi due e raccontarci tutto o parte di noi. Poi, forse, non riusciremmo a dire niente, ma il silenzio e i nostri sguardi racconterebbero già molto, se non tutto. Mi fa paura l’intensità con cui ti penso a volte, un pensiero senza confini. Pensarti nelle tue giornate e chiedermi se, durante queste, anche tu pensi un po’ a me.
Non so ancora nulla del tuo passato, e questo mi spaventa. Faccio parte del tuo presente, sì, ma mi manca conoscere come ci sei arrivato. Mi fa paura anche farti conoscere il mio di passato, e chiedermi se lo accetterai.
A volte provo a dirti che non voglio conoscere nessuno, che non mi sento pronta, che voglio stare sola con me. Mi fa altrettanta paura, però, il non riuscire poi a dirtelo, appena sento la tua voce.
Mi fa paura il legame che sento si sta creando, il non volermi staccare da te. E ne ho tanta, di paura, anche di essere ferita e, soprattutto, abbandonata. Lo so, tendo a scappare dai rapporti umani, ma se puoi resta. Anche in una stanza tutta bianca. Anche in una stanza vuota. Non mi serve altro che non sia tu.

L’Amore è uno

Crescendo capirai che l’Amore è uno. Uno solo. Uno soltanto. Capirai che gli altri sono affetti, amicizie, conoscenze, legami più o meno importanti che per qualche motivo andavano vissuti. Forse per farti crescere. Forse per farti riconoscere l’Amore. Uno solo. Uno soltanto. Capirai e lo riconoscerai. Subito. Oppure col tempo. Oppure in ritardo. L’Amore. Un Amore. Quello. Che stai leggendo adesso e ci pensi subito. Che adesso è con te e speri non finisca. Che hai perso e speri di ritrovare. Che non hai ancora conosciuto e sogni di incontrare. L’Amore. Uno solo. Uno soltanto. Il tuo. Scelto per te. Non da te. Dalla vita. E tu non puoi farci niente. Ti ci arrendi. O lo respingi. Comunque il tuo. Uno solo. Uno soltanto.

Lo sai?

Sai quando è stata la prima volta che mi sono davvero interrogata su chi fossi per me? Quando eravamo insieme, in mezzo agli altri, e mi voltavo sempre verso di te per cercarti con lo sguardo.
L’altro giorno ho pensato alle prime volte che provavamo a conoscerci, alle prime parole scambiate. Mi piaceva come parlavi, le cose che sapevi, quelle che dicevi. Altre cose non le sopportavo già, però erano di meno. O forse erano di più ma sempre troppo poche di fronte all’Amore. Perché di amore si trattava. Anche quando mi imponevo di non ammetterlo.
E sai un’altra cosa che mi aveva fatto capire quanto contassi per me? Quando ero in piedi accanto a te e speravo ti avvicinassi a me. Ancora me la ricordo la prima volta che goffamente mi hai abbracciata, la prima volta che tra l’imbarazzo e la paura mi hai stretta a te. E lì, altra cosa che mi ha dato da pensare. Perché io non amo il contatto umano, sono difficile. Eppure il tuo non mi aveva dato fastidio, ci stavo bene.

Colpita e affondata

Lui era sempre stato il migliore, in tutto.
Ad amarla ma anche a ferirla.
Ci riusciva come nessuno mai,
nel modo più inaspettato,

nascosto, perfetto.
E se i piccoli e medi dolori concedono
una grande rabbia e delle numerose lacrime,
i grandi li riconosci perchè

lasciano solo freddo e silenzio.
Silenzio.
Colpita e affondata.

Ricordati di amare

Forse un giorno ci rincontreremo. Forse avrai accanto qualcuno e gli sorriderai complice.
So che saprai scegliere bene, qualcuno che comprenda che siete in due e che ti ami anche per questo. Mi piacerebbe vederti felice, significherà che non hai permesso alla vita di cambiarti e di farti chiudere il cuore.
Ama, e tutto il resto ti sarà possibile.

Non smettere di lottare

Un padre che lotta per sua figlia
avrà sempre il mio rispetto.
Quando ti conobbi fu la mia
promessa del primo giorno:
farò sempre un passo indietro

di fronte a lei.

Ma non ti avevo detto che con lei
intendevo anche l’amore per lei.
Per questo resto qui, in silenzio.
Perché lo so che sei ancora
dentro la battaglia.
Anche se lo so che non c’è guerra che tu non riuscirai a vincere.
Che non c’è limite d’amore
che ti potrà fermare.

Un padre che lotta per sua figlia
avrà sempre il mio rispetto.
Proprio perché io figlia
non lo sono stata.
Proprio perché il mio padre

non lo è stato.
Per questo so perché io sono qui e tu sei lì.

E forse meglio così.

Io ti tengo tra le mie braccia
da lontano, e se chiudi gli occhi puoi sentirmi.
Ti tengo come riusciva a rasserenarti:
la tua testa sulle mie gambe,
gli abbracci stretti sul divano,
la mano mentre guidi,
e cuore su cuore la notte.

Ogni giorno come il primo

Una tra le cose che mi manca di più è quel tuo braccio enorme che mi avvolgeva e mi faceva sentire protetta.
Sai stasera, appena sono rientrata a casa, stavo togliendo gli orecchini. Ricordi che era una delle prime cose che facevo appena arrivavamo a casa? Andavo in camera da letto e li toglievo, poggiandoli sul comodino, piano piano, facendo finta di perdere un po’ di tempo, così vincevo l’imbarazzo di spogliarmi che avevo ogni volta che venivo a casa tua. Perchè ogni cosa, anche se fatta mille volte, tra noi era sempre come farla per la prima volta. Come fare l’amore, come amarci, come guardarci… ogni giorno come se fosse il primo.