L’amicizia arriva quando non ci credi più

Quando ti ho conosciuta non pensavo che saremmo diventate amiche. Mi sembrava che fossimo troppo diverse. Poi, quando hai iniziato a raccontarmi di te è stato come rivedere me allo specchio. Tu il mio riflesso, solo un po’ più piccolo. Avrei voluto dirti di non rinunciare ai tuoi sogni come avevo fatto io, di non mettere gli altri prima di te, di non sacrificarti più per niente e per nessuno. Avrei voluto anche non farti fare i miei sbagli, ma poi ho capito che ognuno deve fare il proprio percorso. E l’unica cosa che possiamo fare è farci trovare sempre accanto a loro, qualora ne avessero di bisogno.
Vorrei dirti molte cose. Per prima vorrei dirti che ti voglio bene. Non te l’ho mai detto, e lo so che di solito si scrive alla fine, ma è una cosa così semplice che a volte poi si scorda. Ecco perchè per non scordarla ho deciso di scriverla subito.
Quello che ti auguro è di sentirti sempre nel posto dove vuoi stare, che trovi casa in ogni cosa che ami e che ti fa stare bene, e che i guai e i problemi ti stiano il più lontano possibile. Ma so benissimo che se si dovessero avvicinare tu sarai pronta e fortissima a prenderli a pugni, per cacciarli via.

Amica mia

Lei è l’amica più cara che ho. In genere si usa il termine “migliore amica” ma quando sei grande suona un po’ come adolescenziale. Eppure per lei potrei usarlo benissimo, perché lei non è solo la mia migliore amica, ma è proprio la persona migliore che abbia mai incontrato.
Nel momento in cui la conobbi l’amicizia mi salvò.
Prima di lei avevo avuto altre amiche, alcune anche importanti, quelle che si definiscono le “amiche storiche” con cui cresci. Ma con lei fu subito diverso. Con questo non voglio dire che la costruzione del nostro rapporto fu facile! E se oggi siamo arrivate fin qui il merito, devo ammetterlo, è più suo che mio.

Lei fin dall’inizio ha avuto pazienza con me e, nonostante la evitassi, la tenessi a distanza, non mi esponessi troppo e parlassi di me a stento, lei riuscì ad incastrarsi a me perfettamente.
Riuscì sempre a farmi sentire speciale per lei, e un porto sicuro dove poter stare serena.
Non avevo mai conosciuto nessuno come lei.

Coprirla di notte

Era con amiche e si parlava di uomini e regali.
E di colpo si era ricordata che lui non le aveva
mai fatto un regalo nei mesi che erano stati insieme,
eppure a lei la cosa non le era mai pesata, nemmeno adesso a distanza di tempo.
Provò a chiedersi il perché, e la risposta arrivò immediata: le aveva regalato molto di più. Presenza, attenzioni, dimostrazioni. Lui c’era sempre. La voleva sempre. L’amava sempre. Anche le poche volte che non erano insieme, anche quando lui era al lavoro, perfino quando erano litigati.
Le regalava molto di più amandola nelle piccole cose.
Come quando si sacrificava a dormire con la coperta
in pieno agosto, solo perché lei soffriva il freddo, mentre lui non sopportava il caldo.

Ma la dimostrazione d’amore più grande arrivava in piena notte, mentre lui pensava che lei dormisse: lui si svegliava solo per controllare che lei fosse coperta.
La toccava e si rendeva conto di quanto fosse ghiacciata. Così tirava la coperta dal fondo del letto e la copriva. La mattina dopo non le diceva niente, ma non sapeva che lei in quelle notti spesso era sveglia, e che amava tanto prendersi quella piccola attenzione che nessuno aveva mai avuto per lei, e che nessun regalo avrebbe mai potuto darle.