I compleanni mancati

Ho visto una bambina aspettare il suo papà, ogni anno, al suo compleanno. Bella la festa, belli i compagni, bella la torta. La mangiavano tutti ma lei no, aspettava il suo papà per mangiarla insieme. L’ultima fetta, quella più buona. I compagni giocavano ma lei no. Stava davanti alla finestra ad aspettarlo. Il cuore che batteva. Il suo più grande amore che sarebbe arrivato da un momento all’altro, aprendo la porta, prendendola in braccio, sorridendole e facendola sentire la più bella delle principesse. Ma lui non c’era. Non arrivava. Non amava le feste. Non amava lei.
Quando lui arrivava la piccola dormiva già, lui era in ritardo. Era sempre in ritardo. Un voluto ritardo.

L’odore di chi si ama

Tra le cose che le piacevano di più c’era quella di aspettarlo a casa mentre lui era al lavoro.
Si guardava intorno e iniziava a sistemare, piccole cose, in punta di piedi. Le piaceva cucinare per lui. Le piaceva stupirlo. Come quel giorno in cui gli riempì la camera da letto di post-it: con tutti i pensieri che non era riuscita a dirgli, le cose che amava, le paure che aveva.
Le piaceva fargli trovare la casa profumata dell’odore che lascia in giro chi ti ama.
Col batticuore appena sentiva rientrarlo, vederlo con quel sorriso che a lui spuntava appena apriva la porta e la trovava lì.