Al lavoro da papà

Mi guardai intorno, quel quartiere lo conoscevo bene. Ero indecisa se dirle che una parte di me era legata a quella zona, ma decisi che era ancora troppo presto. Mi guardai un attimo intorno, quella zona mi faceva sempre uno strano effetto: proprio lì, a un solo isolato, lavorava mio padre. Per me quella zona era terreno della mia infanzia, e mi venne in mente quando da piccolina correvo fuori dalla scuola per raggiungere il negozio di papà, per stare con lui quanto più tempo possibile, anche se lui non mi guardava mai. Provai ad allontanare i ricordi e andai via.

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Sarò fiera di te

«Nonna a che pensi? Sei molto silenziosa.» Le chiese la piccola mentre asciugava i piatti puliti che le porgeva la nonna dopo averli lavati. Era domenica, avevano finito di pranzare, tutta la famiglia. Era stato un pranzo acceso, con tante discussioni.
«Stavo pensando a te», le rispose la nonna. «A volte mi scordo l’età che hai. Sei una bambina molto piccola eppure sei riuscita a zittire tutti a tavola. Ti immagino da grande e mi trema il cuore. Perchè so che sarà difficile per te vivere in questo mondo, ma so anche che sarai una grande donna. Sono fiera della donna che sarai!»
«Nonna ma non sono ancora una donna!»

«Ma ti immagino già, guerriera e onesta, dalla parte giusta. Forse io quel giorno non ci sarò già più, ma tu ricordati che sarò fiera di te!»

Chiudi gli occhi e pensa al domani

«Nonna ma tu cosa fai quando passi una brutta giornata?»
Era appena uscita da scuola, ed era corsa incontro alla nonna.
Le piaceva quando la veniva a prendere lei, era sempre puntuale, andavano a comprare il pane caldo e lo mangiavano camminando per strada fino ad arrivare a casa.
«Perché me lo chiedi? Cos’è successo a scuola?»
«Non a scuola.»
«A casa?»
«Non voglio parlarne.»
Silenzio. Si stringevano più forte le mani.
E poi la nonna diceva: «quando una giornata non è andata bene tu chiudi gli occhi, e pensa al domani. Domani sarà sempre un nuovo giorno, qualsiasi cosa sia successa oggi.  Chiudi gli occhi e immagina qualcosa di bello che potrai fare domani.»
Silenzio. La bambina stava riflettendo, non sembrava molto convinta.
«Lo so che adesso ti sembra poco, ma ricorda queste parole anche quando sarai grande. Quando le giornate ti sembreranno troppo difficili tu chiudi gli occhi, e pensa al domani.»

Nonna, ma tu e il nonno come vi siete innamorati?

Pensava a sua nonna. Alla lezione sull’amore che le dava sempre quando era più piccola. Le piaceva tanto farsi raccontare la storia del loro amore, quello suo e del nonno. La sapeva a memoria, ma ogni volta le piaceva riascoltarla.
«Nonna, ma tu e il nonno come vi siete innamorati?»
«Un giorno è passato sotto il mio balcone, ha incrociato il mio sguardo e ci siamo sorrisi.»
«E poi?»
«E poi nulla. Ci siamo innamorati in quel momento.»
«Soltanto?»
«Sì, l’amore non ha bisogno di grandi gesti e di grandi tempi. L’amore è un attimo. Lo capirai quando sarai più grande e ti innamorerai anche tu.»
«E quando vi siete fidanzati?»
«I tempi erano diversi da adesso, non c’era tutta questa prova di conoscenza. Il nonno dopo quello sguardo partì per il militare. Per 6 mesi mi chiamava a casa tutte le sere, per qualche minuto. Era il momento più bello della giornata. Appena è sceso di nuovo qui mi ha chiesto di fidanzarci ufficialmente. Che non era un gioco come adesso, una prova, un vediamo come va. Era un affare serio! Era una promessa! Ho detto di sì. 6 mesi dopo, al rientro ufficiale dal militare ci siamo sposati.»
«Ma nonna! Subito? Così senza conoscervi?»
«Ti sbagli, io e il nonno ci siamo conosciuti, e molto bene anche. Io ho conosciuto i suoi pregi e lui i miei, e infine i difetti… e il nonno come sai ne ha ben tanti! Ma sono i difetti che lo rendono l’uomo che mi ha sorriso con gli occhi quel giorno sotto il balcone, e io quegli occhi non li ho mai voluti cambiare. Io e il nonno abbiamo scelto di non scappare dai difetti l’uno dell’altra, di non buttarli pensando di trovare di meglio, ma di perdonarci per gli sbagli e di ritrovarci sempre. Io e il nonno abbiamo scelto di conoscerci, per 50 lunghi anni. E ancora oggi continuiamo a conoscerci.»

Famiglie divise e in conflitto: l’importanza di far vivere un Natale sereno ai bambini

Il Natale è per molti la festa più bella dell’anno ma, sebbene un adulto possa viverla in maniera distaccata per innumerevoli motivi, i veri protagonisti di questa festa sono loro: i bambini.

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Bambini viziati e bambini felici: i regali non possono sostituire l’Amore

Un bambino felice non è un bambino che ha tutto. La felicità non è data dalle cose materiali, e nemmeno dal dire sempre “Sì”. Fare esperienza del “No” è fondamentale per i bambini. Così come lo è apprendere che la felicità, come l’amore, non si compra e non dipende dagli oggetti.

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