Respirarsi

Respirarsi. Se dovessi spiegare l’amore lo farei così. Qualcosa di estremamente intimo e complice. Respirarsi, a pochissima distanza, naso su naso. La stessa aria. Come a diventare un solo respiro.
Un po’ come quando un abbraccio combacia in maniera perfetta, cuore su cuore, fino a non distinguere più due battiti, fino a diventare un unico battito. Respirarsi è così. E non è da tutti. Non è per tutti. Vuol dire la stessa aria per due. E respiri bene.

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L’amore è

L’amore è amore e basta.
E forse non va nemmeno spiegato, forzato, trascinato.
L’amore è carezze e abbracci stretti.
Occhi che si vogliono,
labbra che si cercano,
mani che si stringono.
L’amore è contare i secondi che dividono,
i minuti che separano, le ore che allontanano.
L’amore è amarsi sempre un po’ di più dell’attimo prima.
E poi l’amore va detto, va dimostrato,
va urlato, va dipinto, scolpito.
Sul muro, su un sasso, su una tela, sul cuore.

Ma non va mai rinchiuso, temuto, rimandato.
L’amore è fortuna già incontrarlo, provarlo, sentirlo.
Perché il cuore non batte per chiunque,
non tutti gli abbracci riscaldano,
non tutte le mani confortano,
non tutti i baci ne esigono un altro
e poi un altro ancora senza saziarsi mai.
L’amore è fragile, se non lo tieni stretto non resiste.
L’amore è delicato, va nutrito, respirato.
L’amore è tutto senza essere niente.
Ecco. L’amore.   
                        

I compleanni mancati

Ho visto una bambina aspettare il suo papà, ogni anno, al suo compleanno. Bella la festa, belli i compagni, bella la torta. La mangiavano tutti ma lei no, aspettava il suo papà per mangiarla insieme. L’ultima fetta, quella più buona. I compagni giocavano ma lei no. Stava davanti alla finestra ad aspettarlo. Il cuore che batteva. Il suo più grande amore che sarebbe arrivato da un momento all’altro, aprendo la porta, prendendola in braccio, sorridendole e facendola sentire la più bella delle principesse. Ma lui non c’era. Non arrivava. Non amava le feste. Non amava lei.
Quando lui arrivava la piccola dormiva già, lui era in ritardo. Era sempre in ritardo. Un voluto ritardo.