Amica mia

Lei è l’amica più cara che ho. In genere si usa il termine “migliore amica” ma quando sei grande suona un po’ come adolescenziale. Eppure per lei potrei usarlo benissimo, perché lei non è solo la mia migliore amica, ma è proprio la persona migliore che abbia mai incontrato.
Nel momento in cui la conobbi l’amicizia mi salvò.
Prima di lei avevo avuto altre amiche, alcune anche importanti, quelle che si definiscono le “amiche storiche” con cui cresci. Ma con lei fu subito diverso. Con questo non voglio dire che la costruzione del nostro rapporto fu facile! E se oggi siamo arrivate fin qui il merito, devo ammetterlo, è più suo che mio.

Lei fin dall’inizio ha avuto pazienza con me e, nonostante la evitassi, la tenessi a distanza, non mi esponessi troppo e parlassi di me a stento, lei riuscì ad incastrarsi a me perfettamente.
Riuscì sempre a farmi sentire speciale per lei, e un porto sicuro dove poter stare serena.
Non avevo mai conosciuto nessuno come lei.

Il tradimento di un amico

Avevo intuito che qualcuno tra loro mi stesse tradendo. Lo avvertivo ma non riuscivo a capire chi fosse.
Li guardavo, gli volevo bene. Quelli erano i miei ragazzi, compagni di avventure, battaglie, sorrisi. Eppure, forse, sarei riuscita a sopportarlo da tutti, meno che lui.
Il più caro amico del gruppo, quello con cui avevamo organizzato uscite a quattro tra fidanzati, silenzioso come me, serio come me, onesto come me. Quando lo scoprii fu dura, erano già i giorni più duri di quel periodo e lo furono ancora di più. Proprio lui, che mi aveva trovata sempre al suo fianco quando tutti gli altri lo avevano lasciato solo, quello a cui avevo dato la mia mano quando aveva bisogno di supporto, la mia schiena quando aveva bisogno di protezione, la mia spalla nei momenti brutti. Non era più lui, o forse era sempre stato così ed io non me ne ero accorta. Venduto per interessi. La nostra amicizia era valsa così poco.

Giorno 6

Una candelina per ogni nostro errore,
per ogni parola detta di troppo
e per altre dette troppo poco.
Una candelina per ogni spesa fatta insieme,
per ogni piatto cucinato,
per ogni tavolo apparecchiato.
E poi un’altra,
per ogni broncio e per ogni silenzio,
per ogni sorriso e ogni risata.
Un’altra ancora,
per ogni difetto sopportato,
per ogni problema superato,
per ogni distanza colmata.
Una candelina per ogni promessa,
per ogni speranza,
per ogni ricordo bello che batte il male.
Un’ultima per ogni forza che c’è mancata,
per ogni terza persona ascoltata

che si è messa in mezzo quando ci ha trovati
fragili e arrabbiati.
E quindi sono sei le candeline,
come il tuo giorno ed anche il mio.
E chiamarsi fa paura. Nel doverci dire troppo
e nel finire a dirci niente.
Per poi scoprire che non siamo più noi.
E allora, impauriti, ci accontentiamo dei ricordi.
Soffia su ogni candelina,
sorridi ad ogni torta e ad ogni sorpresa.
Anche se non è mia. Che io sono qui e tu sei lì.
Anche se non so dove. Ma, ovunque sia,
stasera esprimi un desiderio, e poi soffia.