Il mare

La cosa più importante che ho imparato sul mare è che non ha stagione.

I capelli delle donne

Non per tutte le donne i capelli sono uguali. Per alcune sono solo un elemento di bellezza, per altre molto di più. Sono protezione, ad esempio. Per questo non riescono a tagliarli mai corti. Sentirsi le spalle coperte, ecco tutto. E poi sicurezza.
Se abbassi lo sguardo, nei momenti difficili e tristi, oppure in quelli belli e d’imbarazzo, loro ti seguono. Seguono i movimenti del tuo viso e ti accompagnano, nascondendo le emozioni che non vuoi far vedere.

Conta chi sceglie di esserci

Poi, di colpo, accade qualcosa. All’improvviso, durante la giornata. Di imprevisto, di forte, d’impatto. Ed è lì che capisci quello che fino a quel momento non avevi compreso. Oggi, quello che ho capito all’improvviso, nella mia giornata d’impatto, è che per capire chi davvero ci ha amati basta sapere che c’è stato. Non servono i regali che ci ha fatto, le sorprese che ci ha preparato, le volte che abbiamo litigato, quelle in cui ci siamo detti il peggio e quelle in cui ci siamo detti addio. Conta chi, nonostante tutto questo, è rimasto, sempre. Non perché tu glielo hai chiesto. Non quando tu l’hai cercato. Non quando tu gli hai raccontato. Conta chi è rimasto, da solo. Libero di scegliere. E ha scelto di esserci, anche con difficoltà, anche nei periodi in cui temeva che per lui non ci fosse più posto. Conta chi, nel bel mezzo della giornata, a volte all’improvviso ti ha chiesto “Come stai?” Così senza un motivo apparente, così solo perché ti stava pensando. Ecco, conta chi ti pensa e te lo dice. Scavalcando ogni limite e abbattendo ogni muro. E conta anche chi, pur non riuscendo a dirtelo, ti dice altro che ti riporti a quello. Chi ti ha visto nelle condizioni peggiori, nei momenti in cui ti sentivi più fragile, quelli in cui respingevi e allontanavi tutti.
Oggi ho avuto il mio momento d’impatto, la mia giornata più dura, dove devi essere forte. E quando mi sono girata pensavo non ci fosse nessuno e, invece, ancora una volta c’eri tu. Senza che sapessi nulla di me. Senza che io te lo chiedessi. C’eri. Ci sei.

Caro amore ti scrivo

“Ciao amore mio.”
Fu questa la prima fase che scrissi in un foglietto un giorno che mi mancavi così forte da non riuscire più a tenerlo dentro di me. Eravamo già lasciati da un po’, ma questo non sempre riesce a cambiare un sentimento.
Tutte le volte che prendevo il telefono poi non riuscivo a chiamarti, né inviavo alcun messaggio. Quando passavo sotto casa tua rallentavo sperando di incontrarti, spesso facevo anche qualche giro in più, ma di scendere dall’auto ed aspettarti non riuscivo.

Così quel giorno presi un foglio e ti raccontai la mia giornata, tutto quello che avrei voluto dirti se fossi stato ancora accanto a me.
Ti scrissi anche il giorno seguente, e quello dopo ancora. Ti raccontai di quando mi venne la febbre, di quando mi licenziarono, e di quella volta che il mare mi sembrava così bello da vedere noi due riflessi insieme sulla superficie dell’acqua. Ti ho raccontato anche di quelle volte in cui mi mancavi così tanto che non sapevo più cosa fare. E allora combinavo guai, prendevo strade sbagliate per non sentire quel vuoto, ti provocavo a distanza nella maniera più stupida, sbagliando innanzitutto io con me.

Su quei fogli ti raccontai anche di quella volta che, andando a prendere una birra per lavoro, mi ritrovai attorniata da uomini che facevano a gara per emergere ai miei occhi. Poveri illusi, non capivano che i miei occhi erano di un altro? Quella sera mi capitò di sorridere più volte da sola, volgendo lo sguardo altrove insieme ai pensieri, immaginando di raccontarti tutto e di vederti ingelosire in quel modo quasi buffo che mi faceva così ridere. Ti ho raccontato di quei giorni in cui fingevo che tutto andasse bene, quei giorni più duri, quelli dove sorridi alla gente ancora più forte perché nessuno possa accorgersi dei colpi bassi della vita, del dolore che ti riserva proprio quando non te l’aspetti.
Sì, me lo ricordo ancora il primo giorno che presi un foglio per scriverti. Terminava così: “Ti scriverò, ogni giorno, così quando ci rincontreremo saprai che ti ho tenuto sempre con me.”

Se puoi, resta

Vorrei stare con te in una stanza tutta bianca, una stanza vuota, in cui sederci solo noi due e raccontarci tutto o parte di noi. Poi, forse, non riusciremmo a dire niente, ma il silenzio e i nostri sguardi racconterebbero già molto, se non tutto. Mi fa paura l’intensità con cui ti penso a volte, un pensiero senza confini. Pensarti nelle tue giornate e chiedermi se, durante queste, anche tu pensi un po’ a me.
Non so ancora nulla del tuo passato, e questo mi spaventa. Faccio parte del tuo presente, sì, ma mi manca conoscere come ci sei arrivato. Mi fa paura anche farti conoscere il mio di passato, e chiedermi se lo accetterai.
A volte provo a dirti che non voglio conoscere nessuno, che non mi sento pronta, che voglio stare sola con me. Mi fa altrettanta paura, però, il non riuscire poi a dirtelo, appena sento la tua voce.
Mi fa paura il legame che sento si sta creando, il non volermi staccare da te. E ne ho tanta, di paura, anche di essere ferita e, soprattutto, abbandonata. Lo so, tendo a scappare dai rapporti umani, ma se puoi resta. Anche in una stanza tutta bianca. Anche in una stanza vuota. Non mi serve altro che non sia tu.

Indietro

Tu lo sai. La mia vita non è stata facile. Il mio passato non lo è. Per questo quando guardo indietro scappo subito. Ecco, vedi, io non ho mai desiderato tornare indietro nella mia vita. Volevo andare solo avanti. Sperando che il mio domani fosse migliore. Però tu mi hai fatta cambiare, e l’ho capito quando ci siamo lasciati. Perché per la prima volta mi hai fatto desiderare di tornare indietro. Indietro per te. Indietro per noi.

Uomo per Amore

Io l’ho visto sbagliare, in una storia. La sua. L’ho visto combinare casini, tanto quanto lei. O forse di più, o forse di meno. Che importa? L’amore non si quantifica in colpe. Errori comuni delle storie, che però uno dopo l’altro ad un certo punto sembrano irrisolvibili. E dopo averlo visto sbagliare, l’ho visto ritornare. Tentarle tutte per voler ricominciare, provando a cambiare ciò che non andava, provando a far combaciare i pezzi che non erano riusciti ad incastrarsi. E ci ha creduto davvero. Ci ha creduto per due. Ha lottato per due. Ha sperato per due. Ha aspettato. Ha atteso lei. Perché lui l’aveva scelta. Dalla prima volta. Ogni volta. Oltre ogni addio, oltre ogni “è finita”, oltre ogni “siamo troppo diversi”, oltre ogni “non può funzionare”. Lui era stato più forte degli sbagli, delle parole dure, delle ferite e degli errori. Forse è proprio questo l’Amore. Perché a chiudere storie su storie, a spegnere un sentimento, oggi sembra volerci poco. Allora ho capito che l’uomo è uomo quando non ha paura di mostrarsi vulnerabile. Quando parla col cuore, e lascia perdere la testa. Quando lotta e rischia, pur consapevole di un no. Quando non mette l’orgoglio rischiando di perdere chi ama. Quando si mette a nudo, cuore ed anima. Quando non si vergogna di piangere, o di diventare ridicolo nei gesti e nelle parole. Chi non lo è per amore? E a chi ha guardato tutto ciò che ha fatto per riconquistarla e gli ha detto “sei poco uomo”, lui ha risposto: “L’unica volta in cui mi sono sentito poco uomo è stato quando è finita questa storia, è stato quando ho perso lei”.

Amarsi invecchiando

Lui la guarda e sorride,
di anni ne avrà molti.
Cammino in città,
poi mi volto e li vedo.
Anziani, acciaccati, stanchi
ma comunque innamorati.
Lui la tiene per mano,
si gira a guardarla
e ogni volta sorride.
Le stringe la mano,

stretta,
ogni tanto la guarda
la mano incrociata alla sua,
e sorride.
E guarda lei
e sorride.
Immagino quel sorriso cinquant’anni fa,
la prima volta che la vide.
E poi un altro,
la prima volta che la scelse.
E poi un altro,
e un altro ancora,
giorno dopo giorno,
sorriso dopo sorriso.
E forse è questo l’Amore:
il tempo che passa,
il corpo che invecchia,
i capelli che imbiancano,
ma le mani strette ancora
e il sorriso occhi negli occhi
come il primo giorno
di cinquant’anni fa.

L’Amore è uno

Crescendo capirai che l’Amore è uno. Uno solo. Uno soltanto. Capirai che gli altri sono affetti, amicizie, conoscenze, legami più o meno importanti che per qualche motivo andavano vissuti. Forse per farti crescere. Forse per farti riconoscere l’Amore. Uno solo. Uno soltanto. Capirai e lo riconoscerai. Subito. Oppure col tempo. Oppure in ritardo. L’Amore. Un Amore. Quello. Che stai leggendo adesso e ci pensi subito. Che adesso è con te e speri non finisca. Che hai perso e speri di ritrovare. Che non hai ancora conosciuto e sogni di incontrare. L’Amore. Uno solo. Uno soltanto. Il tuo. Scelto per te. Non da te. Dalla vita. E tu non puoi farci niente. Ti ci arrendi. O lo respingi. Comunque il tuo. Uno solo. Uno soltanto.