Porta socchiusa

Ad un certo punto ti ritrovi così, occhi negli occhi, lì davanti a chi ami. Coraggiosa e forte, a prenderti quel dolore. Lì, mentre il dolore ti attraversa e ti senti svuotare, cerchi un senso. Che sia uno. Una sola cosa che in questa vita abbia un senso e che non sia stata vana. E di colpo ti viene in mente una sola persona. E lì non senti più le parole di chi hai di fronte e ti sta ferendo, spezzandoti il cuore. Lì pensi a quella persona che, forse, è stata sempre accanto a te. La pensi con tutta te stessa, e tutto ti appare chiaro. E comprendi che per una porta che vuoi chiudere, e mai più riaprire, un’altra merita di essere lasciata socchiusa. Quella sì.

Il mio posto

Quando apri gli occhi al mattino dovresti vedere qualcosa che ami. Dovresti andare nel luogo che più di tutti senti tuo. Nel posto che più ti fa stare bene. Per poter iniziare al meglio la giornata o per riprenderti dopo una notte passata tra i pensieri che ti fanno male. Dovresti andare dove trovi pace e dove il tuo cuore possa riprendere a respirare.
Per me, il mare.

Affidati al tempo

Un giorno capirai che c’è un motivo per tutte le cose che sono accadute, per tutto quello che hai vissuto. Non sempre c’è subito un senso a tutto. Non forzare il destino. Non tentare di trovare una logica . Non affannarti alla ricerca di risposte. La vita ti risponderà al momento giusto. Dietro ogni dolore c’è forse qualcosa che ti attende. Affidati al tempo e credi che il meglio debba ancora venire.

Lui le disse

«Ho letto le parole che hai scritto su di lui. Mi dispiace non essere io quell’amore che per te meritava oggi di essere salvato, mi dispiace non esserci stato quando hai provato a salvare il nostro e di aver capito troppo tardi la differenza che la mia vita aveva con e senza di te. Pazza per come sei, la metà perfetta di un sole caldo e premuroso e di una luna malinconica e silenziosa. Mi dispiace avere lasciato passare quel tempo e non averti tenuta più stretta quando avrei potuto. Ti ho persa, lasciandoti ad un altro, quando non ti ho tenuta abbastanza forte, quando ti ho lasciata andare. Tu non hai colpe, andare avanti e innamorarsi di un altro non è mai una colpa, mi dispiace di avertene date. Oggi non ti posso costringere in nulla, non posso obbligarti ad amare ancora e di nuovo me, ma io continuerò a pregare che un giorno vicino o lontano i tuoi occhi possano riguardarmi come mi guardavano una volta. Ti aspetterò sempre.»

Il punto di non ritorno

È sempre stata una mia caratteristica, quella di non buttare i rapporti davanti alle difficoltà, agli ostacoli, alle incomprensioni che sembrano insormontabili. Ho sempre pensato che i rapporti, quelli che sono valsi qualcosa, quelli che per costruirli hai messo fatica e cuore andassero salvati. Nulla di esageratamente forzato, semplicemente seguire quel filo invisibile che non li aveva mai spezzati. Non sono mai stata una che chiude facilmente i rapporti, che li butta davanti ai momenti difficili come se non ci fosse mai stato nulla. Ho sempre pensato che le difficoltà fossero dei segnali che la vita ti manda per mettere alla prova quel rapporto, per vedere quanto sia forte e vero. Ho sempre odiato questa mia caratteristica ma, col tempo, ho imparato ad amarla. Perchè mi fa dosare parole e comportamenti, dando valore ad ogni singola cosa. Amo questa parte di me perchè rispetta i rapporti che sono stati importanti. Perchè ci metto tutto il cuore, e l’impegno. Cerco di migliorare, di imparare dai miei errori e non mi arrendo mai. Non voglio rimpianti, per questo metto in gioco tutta me stessa. Però arrivo fino a quel punto, quello di non ritorno. Quello che, una volta sentito, non mi farà mai più tornare indietro.

Non mollare

«Sai non credo di farcela, non ce la sto facendo.»
«Certo che ce la fai! Guardati indietro e pensa a tutto quello che hai superato fino ad oggi!»
«Non metto in dubbio la mia forza. Però sono così stanca… Credo che nessuno meriti di vivere una vita solo in salita.»
«Hai ragione. Ma proprio per questo non devi mollare: la vita non ti ha ancora dato il suo meglio. E tu non puoi perdertelo.»

Ci incolliamo

È sempre la stessa storia, tra di noi.
Inizio pensando che non voglio risponderti, che devo starti lontana, che userò due o tre parole di cortesia per troncare ogni dialogo. Ma poi accade la stessa cosa del primo giorno: ridiamo, scherziamo, ci incolliamo. Doveva essere un messaggio ma diventano molti. Dovevano essere solo due minuti ma diventano delle ore. Ci incolliamo. Adesso per iscritto, ogni tanto, sul telefono. Prima invece era la pelle, la mia sulla tua. Gli abbracci e i baci. E i sorrisi. E gli sguardi. Io incollata a te. È cambiato tutto, quanto ci fa comodo pensarlo? Poi iniziamo a scrivere e, allora, chiunque capirebbe: non è cambiato niente. Ci incolliamo.

L’amicizia arriva quando non ci credi più

Quando ti ho conosciuta non pensavo che saremmo diventate amiche. Mi sembrava che fossimo troppo diverse. Poi, quando hai iniziato a raccontarmi di te è stato come rivedere me allo specchio. Tu il mio riflesso, solo un po’ più piccolo. Avrei voluto dirti di non rinunciare ai tuoi sogni come avevo fatto io, di non mettere gli altri prima di te, di non sacrificarti più per niente e per nessuno. Avrei voluto anche non farti fare i miei sbagli, ma poi ho capito che ognuno deve fare il proprio percorso. E l’unica cosa che possiamo fare è farci trovare sempre accanto a loro, qualora ne avessero di bisogno.
Vorrei dirti molte cose. Per prima vorrei dirti che ti voglio bene. Non te l’ho mai detto, e lo so che di solito si scrive alla fine, ma è una cosa così semplice che a volte poi si scorda. Ecco perchè per non scordarla ho deciso di scriverla subito.
Quello che ti auguro è di sentirti sempre nel posto dove vuoi stare, che trovi casa in ogni cosa che ami e che ti fa stare bene, e che i guai e i problemi ti stiano il più lontano possibile. Ma so benissimo che se si dovessero avvicinare tu sarai pronta e fortissima a prenderli a pugni, per cacciarli via.