Tutto dentro

Era come una seconda mamma per me. Ricordavo ancora quando un mese fa mi aveva incoraggiata a buttarmi in una storia con tutto il cuore. E ora era lì, che mi chiamava tutti i giorni, che mi chiedeva di dirle cosa avessi dentro, di buttare tutto fuori. Tutte le volte alla fine era solo lei a parlare e raccontarmi, ma a me non pesava, mi è sempre piaciuto ascoltare le persone. Io non riuscivo a dire nulla di quello che sentivo dentro in quei giorni: problemi a casa, problemi sul lavoro, quello che credevo il mio caro amico che mi aveva tradita e si era venduto, e il mio amore andato via. Come avrei potuto spiegarlo?

Il comico

L’amore e il dolore ci rendono vulnerabili. Quando non riusciamo a dimenticare qualcuno, ci affidiamo alle parole di un bravo giocoliere che, mischiando abilmente i giochi e approfittando della nostra fragilità, ci mostra un quadro plausibile a cui credere. Succede che poi il tempo scopre le carte e rimette ogni pagliaccio nel proprio circo. Lo spettacolo è finito, e tu resti incredula, piccola dentro quel tendone, a chiederti come hai fatto a non riconoscere gli abiti di un clown che si è approfittato delle difficoltà di due vecchi innamorati.