Tardissimo

23 Luglio 2020

«Certe sere giro tutta la città, passo di locale in locale, sperando di incontrarti.»
«Per dirmi cosa?»
«Per dirti che ho cercato di andare avanti, di convincermi che non dovesse andare. E sai cos’ho capito? Che quello che mi manca di più sono le tue imperfezioni, quei lati strani che hai soltanto tu, che ti rendono te. Ed io, per quante donne abbia conosciuto, non trovo altre come te. È tardi per rimediare?»
«Tardissimo.»

«Allora ti aspetterò. Girerò per la città sperando di incontrarti e il giorno che ti vedrò abbracciata ad un altro soffrirò, e mi dirò di quanto stupido io sia stato a perderti.»

Una donna incredibile

«Quando ti ho conosciuta la prima cosa che ho pensato è che con te avrei voluto farci un figlio.»
«Un figlio?»
«Sì lo so che hai sempre detto di non volere figli. Ma io ho sempre sperato di riuscire a farti cambiare idea. Di farti capire, piano piano, con amore, che mamma grandiosa saresti stata.»
«Perchè hai pensato proprio questo?»
«Non lo so. Quando ho iniziato a conoscerti ho pensato che tu fossi una donna incredibile. Non una ragazza, una donna! Avrei potuto pensare di portarti a letto, di fare un viaggio, di andare in un posto. Invece ho pensato questo, che con te avrei avuto voglia di fare un figlio. Di avere una famiglia.»