Qualunque cosa farai e dirai

«Sicura di voler andare a fondo a questa storia? Ti conviene?»
«No, ma devo farlo, non posso girarmi dall’altra parte dopo aver visto e sentito anche solo una piccola parte di ciò che potrebbe essere.»
«Perchè me l’hai voluto dire?»
«Perchè ho bisogno che almeno una persona non dubitasse di me. Mi vedrai fare cose che non mi appartengono. Mi sentirai dire cose lontane da me. Ti potrei sembrare un’altra persona.»
«Fai ciò che devi fare. Ma sappi che se anche non avessi saputo la verità, se anche ti avessi vista fare cose impensabili, io non avrei mai dubitato di te. Qualunque cosa farai, dirai, io so chi sei.»

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Giorno 6

Una candelina per ogni nostro errore,
per ogni parola detta di troppo
e per altre dette troppo poco.
Una candelina per ogni spesa fatta insieme,
per ogni piatto cucinato,
per ogni tavolo apparecchiato.
E poi un’altra,
per ogni broncio e per ogni silenzio,
per ogni sorriso e ogni risata.
Un’altra ancora,
per ogni difetto sopportato,
per ogni problema superato,
per ogni distanza colmata.
Una candelina per ogni promessa,
per ogni speranza,
per ogni ricordo bello che batte il male.
Un’ultima per ogni forza che c’è mancata,
per ogni terza persona ascoltata

che si è messa in mezzo quando ci ha trovati
fragili e arrabbiati.
E quindi sono sei le candeline,
come il tuo giorno ed anche il mio.
E chiamarsi fa paura. Nel doverci dire troppo
e nel finire a dirci niente.
Per poi scoprire che non siamo più noi.
E allora, impauriti, ci accontentiamo dei ricordi.
Soffia su ogni candelina,
sorridi ad ogni torta e ad ogni sorpresa.
Anche se non è mia. Che io sono qui e tu sei lì.
Anche se non so dove. Ma, ovunque sia,
stasera esprimi un desiderio, e poi soffia.

L’amore è

L’amore è amore e basta.
E forse non va nemmeno spiegato, forzato, trascinato.
L’amore è carezze e abbracci stretti.
Occhi che si vogliono,
labbra che si cercano,
mani che si stringono.
L’amore è contare i secondi che dividono,
i minuti che separano, le ore che allontanano.
L’amore è amarsi sempre un po’ di più dell’attimo prima.
E poi l’amore va detto, va dimostrato,
va urlato, va dipinto, scolpito.
Sul muro, su un sasso, su una tela, sul cuore.
Ma non va mai rinchiuso, temuto, rimandato.
L’amore è fortuna già incontrarlo, provarlo, sentirlo.
Perché il cuore non batte per chiunque,
non tutti gli abbracci riscaldano,
non tutte le mani confortano,
non tutti i baci ne esigono un altro

e poi un altro ancora senza saziarsi mai.
L’amore è fragile, se non lo tieni stretto non resiste.
L’amore è delicato, va nutrito, respirato.
L’amore è tutto senza essere niente.
Ecco. L’amore.                           

Non è niente

Quando una donna ti dice “non è niente”
tu guardala negli occhi
e dille che quel niente
lo sistemerete insieme.
E poi abbracciala. Forte.
Tienila stretta.
Ci sono donne difficili
che si sono dovute difendere una vita intera
e che se hanno bisogno di te non te lo sanno dire.

Te l’ho già detto che stasera sei bellissima?

«Te l’ho già detto che stasera sei bellissima?»
Era la prima frase che le diceva tutte le volte che uscivano a cena insieme. Inizialmente lei non ci credeva, era sempre stata insicura sul suo aspetto, nonostante i tanti uomini che le correvano dietro. Di certo lui non era il primo a dirglielo, ma era il primo a farglielo credere. Col tempo era arrivata a sentirsi bella davvero, qualsiasi cosa indossasse, qualsiasi trucco evitasse, qualsiasi passo facesse.
Passavano i giorni, le settimane, ma loro erano rimasti uguali. Lui non smetteva mai di farla sentire bellissima, e lei di arrossire ogni volta. Sinceramente imbarazzata, scrutandolo con gli occhi per capire se fosse sincero. Lo era. Lui la guardava ogni volta come chi ha davanti a sé la cosa più bella del mondo. E allora, alla fine, così bella si sentiva pure lei.
«Te l’ho già detto che stasera sei bellissima?» Le diceva di nuovo mentre sfogliavano il menu, mentre ordinavano, mentre aspettavano la pizza, mentre mangiavano.
La metteva in difficoltà. Gli piaceva notare che c’era ancora una donna in grado di imbarazzarsi davanti ai complimenti. Gli piaceva ancora di più perché quella donna era la sua.
A volte sembrava andarne fiero.
«Te l’ho già detto che stasera sei bellissima? Non lo ricordo.» E lei sorrideva. Sorrideva sempre quando era con lui. Bella, più bella quando si guardava attraverso gli occhi di lui.

L’odore di chi si ama

Tra le cose che le piacevano di più c’era quella di aspettarlo a casa mentre lui era al lavoro.
Si guardava intorno e iniziava a sistemare, piccole cose, in punta di piedi. Le piaceva cucinare per lui. Le piaceva stupirlo. Come quel giorno in cui gli riempì la camera da letto di post-it: con tutti i pensieri che non era riuscita a dirgli, le cose che amava, le paure che aveva.
Le piaceva fargli trovare la casa profumata dell’odore che lascia in giro chi ti ama.
Col batticuore appena sentiva rientrarlo, vederlo con quel sorriso che a lui spuntava appena apriva la porta e la trovava lì.