Il tradimento di un amico

Avevo intuito che qualcuno tra loro mi stesse tradendo. Lo avvertivo ma non riuscivo a capire chi fosse.
Li guardavo, gli volevo bene. Quelli erano i miei ragazzi, compagni di avventure, battaglie, sorrisi. Eppure, forse, sarei riuscita a sopportarlo da tutti, meno che lui.
Il più caro amico del gruppo, quello con cui avevamo organizzato uscite a quattro tra fidanzati, silenzioso come me, serio come me, onesto come me. Quando lo scoprii fu dura, erano già i giorni più duri di quel periodo e lo furono ancora di più. Proprio lui, che mi aveva trovata sempre al suo fianco quando tutti gli altri lo avevano lasciato solo, quello a cui avevo dato la mia mano quando aveva bisogno di supporto, la mia schiena quando aveva bisogno di protezione, la mia spalla nei momenti brutti. Non era più lui, o forse era sempre stato così ed io non me ne ero accorta. Venduto per interessi. La nostra amicizia era valsa così poco.

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Nonna, ma tu e il nonno come vi siete innamorati?

Pensava a sua nonna. Alla lezione sull’amore che le dava sempre quando era più piccola. Le piaceva tanto farsi raccontare la storia del loro amore, quello suo e del nonno. La sapeva a memoria, ma ogni volta le piaceva riascoltarla.
«Nonna, ma tu e il nonno come vi siete innamorati?»
«Un giorno è passato sotto il mio balcone, ha incrociato il mio sguardo e ci siamo sorrisi.»
«E poi?»
«E poi nulla. Ci siamo innamorati in quel momento.»
«Soltanto?»
«Sì, l’amore non ha bisogno di grandi gesti e di grandi tempi. L’amore è un attimo. Lo capirai quando sarai più grande e ti innamorerai anche tu.»
«E quando vi siete fidanzati?»
«I tempi erano diversi da adesso, non c’era tutta questa prova di conoscenza. Il nonno dopo quello sguardo partì per il militare. Per 6 mesi mi chiamava a casa tutte le sere, per qualche minuto. Era il momento più bello della giornata. Appena è sceso di nuovo qui mi ha chiesto di fidanzarci ufficialmente. Che non era un gioco come adesso, una prova, un vediamo come va. Era un affare serio! Era una promessa! Ho detto di sì. 6 mesi dopo, al rientro ufficiale dal militare ci siamo sposati.»
«Ma nonna! Subito? Così senza conoscervi?»
«Ti sbagli, io e il nonno ci siamo conosciuti, e molto bene anche. Io ho conosciuto i suoi pregi e lui i miei, e infine i difetti… e il nonno come sai ne ha ben tanti! Ma sono i difetti che lo rendono l’uomo che mi ha sorriso con gli occhi quel giorno sotto il balcone, e io quegli occhi non li ho mai voluti cambiare. Io e il nonno abbiamo scelto di non scappare dai difetti l’uno dell’altra, di non buttarli pensando di trovare di meglio, ma di perdonarci per gli sbagli e di ritrovarci sempre. Io e il nonno abbiamo scelto di conoscerci, per 50 lunghi anni. E ancora oggi continuiamo a conoscerci.»