Come le conchiglie

Bisogna lasciare andare. Se qualcosa dovrà ricongiungersi troverà la strada per tornare verso la sua riva. Proprio come fanno le conchiglie.
Non puoi forzare le cose. Ora lo so: a volte tutto quello che devi fare è non fare più null
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Sicuro di lasciarmi andare?

Vorrei tu non facessi come hanno fatto altri. Vorrei non pensassi che tanto c’è tempo, che è meglio lasciare fare al destino, alla vita. Vorrei non mi lasciassi andare per la mia strada, aspettando che questa mi porti lontano da te. Vorrei che non mi lasciassi conoscere altro, innamorarmi ancora. Vorrei che tu fossi in tempo, che mi tenessi con te, che ci provassi almeno, quell’ultima volta. Vorrei non mancarti quando sarà tardi, domani forse, ma adesso.
Se tu non hai paura di perdermi, o se ti sembra lontano che possa accadere, io ne ho tanta. Perchè lo sento che più passano i giorni più si va avanti. Più vado avanti. Sicuro che non ti mancherò?

I vuoti

Sono tanti e diversi i vuoti che ci portiamo dentro. E a volte per non sentire quanto male fanno si tende a riempirli in ogni modo. Eppure quello che si ottiene è un risultato insufficiente. Perché?

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Tempi

Nella fine di un amore esistono tre tempi: il primo, di solito iniziale, è quello in cui niente sembra essere cambiato. Non si sta più insieme ma ci si sente ancora legati all’altro. È il tempo in cui, ogni giorno, uno dei due aspetta che l’altro faccia un passo per sistemare tutto. È il tempo in cui non si è ancora pronti a mettere un punto. Ecco, il primo tempo è una virgola.
Il terzo tempo è quello in cui entrambi hanno smesso d’amare e sono indifferenti l’uno dell’altro. Possono riparlare, non sentono sentimenti dell’amore ma dell’affetto: non c’è attrazione, gelosia, ricordi malinconici, nostalgia, rabbia.
E poi c’è il secondo. Il tempo più difficile e delicato di tutti. Perché è la fine del primo e l’inizio del terzo. Non si sente più quel legame forte ma non si è nemmeno ancora indifferenti. Si sta cominciando ad accettare la fine, ma basta poco per tornare indietro. È un tempo delicato, che va afferrato o lasciato andare. Afferrato per provare a riportarlo al primo, o lasciato andare verso il suo terzo tempo.
E tu oggi cosa scegli?

L’arte del Kintsugi: salvare i rapporti, partendo dagli errori

Quando un oggetto, cadendo, si rompe in mille pezzi, l’istinto è quello di buttarlo, seppur dispiaciuti o arrabbiati. Lo stesso succede con i rapporti umani. Eppure c’è un’alternativa, più faticosa ma sicuramente più importante: si chiama Kintsugi.

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