La stima di mia madre

L’amore è mia madre
che davanti a tutti,
durante un gioco da tavolo,
alla domanda stupida “a quale personaggio ti ispiri?”
non risponde nessun supereroe né personaggio famoso come gli altri che hanno risposto prima di lei,
ma mi guarda da lontano
e dice: “a mia figlia. Vorrei essere come lei. È la donna più forte che conosco, senza di lei non sarei riuscita a fare nulla”.


Andare via in silenzio

Ieri avrei voluto chiamarti. Scriverti.
Che a scrivere sono sempre stata più brava. Sarei riuscita a guardarti non con occhi incerti, nostalgici, pieni di ciò che eravamo stati. Non più. Non come fino all’ultima volta che ci siamo incontrati, prima che avessi chiara la nostra realtà. I tuoi copioni. I tuoi bluff da poker. Avrei voluto dirti che ce l’ho fatta. Ad andare avanti. Finalmente. Dopo domande e notti insonni non ho più dubbi su chi tu sia. Avrei voluto dirti che ad amare non si gioca. Che ogni parola va pesata. Ogni persona rispettata. Avrei voluto dirti che quando ti penso non sento più nulla. Perché ho amato una persona che non è mai esistita e che quindi tu per me, adesso, sei solo un estraneo. Sconosciuto. Ma non sarebbe servito. E allora ho scelto l’eleganza di andare via in silenzio. A volte qualcuno non merita nemmeno il nostro rumore.