Cactus

Tutti parlano del dolore dell’amore, ma c’è un altro dolore che meriterebbe altrettante poesie, canzoni, racconti. L’amicizia. Cullata, protetta, rispettata. Quanto un amore. Quanto una sorella. Perchè di questo si tratta, quando un’amicizia è vera. Al pari di un amore, all’altezza di una famiglia. Poi un giorno ricevi uno schiaffo, poi il secondo, al terzo vai via. E anche se non toccherebbe a te fare un passo, anche se dovresti aspettare delle scuse o almeno un ritorno, ti muovi tu. Contro orgoglio sempre, contro cuore mai. Ma la verità è che i rapporti a passi singoli non fanno un cammino. Non basta riprendere a costruire, mattone su mattone se poi, quei mattoni, l’altro li butta giù. Solo per vederti crollare, piano piano, insieme a quei mattoni. Solo per il gusto di decidere, senza motivo, i tempi dello spettacolo. Allora, imparate a non permettere agli altri di usarvi in base ai loro umori. Imparate che i rapporti da soli non potete sorreggerli. Che la sconfitta di un rapporto non è colpa vostra. Imparate che merita di starvi accanto solo chi muove i passi insieme a voi. Incontro e non contro. Imparate a non lasciare socchiuse porte che, invece, devono essere chiuse. E mai più riaperte.

A piccoli passi

«Insomma ti sono mancato?» Le chiese.
«Per nulla» gli rispose, ma un sorriso imbarazzato e uno sguardo colmo di tenerezza rivelavano il contrario.
«Io credo che dovremmo darci un’altra possibilità.»
«Io credo tu sia pazzo.»
«Allora ricominciamo a piccoli passi, riscopriamoci di nuovo. Mi piacerebbe conoscerti un’altra volta. Ricordarci perchè ci eravamo innamorati, o perchè non aveva funzionato. Non farlo per me, ma per noi. Lo dobbiamo a quello che avevamo provato insieme.»
«Piccoli passi, per esempio?»
«Ad esempio, esci con me una sera?»