Il tuo posto

Oggi ho ripreso a scriverti. E a pensarti. Anzi, di pensarti non ho mai smesso.
Vorrei iniziare con “Ciao amore mio” ma suona ridicolo per chi si è detto addio.
Come stai? A me va tutto apparentemente bene, sorrido alla gente e scherzo sempre, poi ci rifletto e so che niente va come dovrebbe. Che nulla è al proprio posto.
Dove sei? Cosa fai? Oggi fa freddo e tu dovresti essere qui, a riscaldarmi, a stringermi. Ma non ci sei e, allora, tra le cose che non sono al proprio posto ho capito che ci sei anche tu. Il tuo posto è qui.

Una donna incredibile

«Quando ti ho conosciuta la prima cosa che ho pensato è che con te avrei voluto farci un figlio.»
«Un figlio?»
«Sì lo so che hai sempre detto di non volere figli. Ma io ho sempre sperato di riuscire a farti cambiare idea. Di farti capire, piano piano, con amore, che mamma grandiosa saresti stata.»
«Perchè hai pensato proprio questo?»
«Non lo so. Quando ho iniziato a conoscerti ho pensato che tu fossi una donna incredibile. Non una ragazza, una donna! Avrei potuto pensare di portarti a letto, di fare un viaggio, di andare in un posto. Invece ho pensato questo, che con te avrei avuto voglia di fare un figlio. Di avere una famiglia.»