Nonna, ma tu e il nonno come vi siete innamorati?

Pensava a sua nonna. Alla lezione sull’amore che le dava sempre quando era più piccola. Le piaceva tanto farsi raccontare la storia del loro amore, quello suo e del nonno. La sapeva a memoria, ma ogni volta le piaceva riascoltarla.
«Nonna, ma tu e il nonno come vi siete innamorati?»
«Un giorno è passato sotto il mio balcone, ha incrociato il mio sguardo e ci siamo sorrisi.»
«E poi?»
«E poi nulla. Ci siamo innamorati in quel momento.»
«Soltanto?»
«Sì, l’amore non ha bisogno di grandi gesti e di grandi tempi. L’amore è un attimo. Lo capirai quando sarai più grande e ti innamorerai anche tu.»
«E quando vi siete fidanzati?»
«I tempi erano diversi da adesso, non c’era tutta questa prova di conoscenza. Il nonno dopo quello sguardo partì per il militare. Per 6 mesi mi chiamava a casa tutte le sere, per qualche minuto. Era il momento più bello della giornata. Appena è sceso di nuovo qui mi ha chiesto di fidanzarci ufficialmente. Che non era un gioco come adesso, una prova, un vediamo come va. Era un affare serio! Era una promessa! Ho detto di sì. 6 mesi dopo, al rientro ufficiale dal militare ci siamo sposati.»
«Ma nonna! Subito? Così senza conoscervi?»
«Ti sbagli, io e il nonno ci siamo conosciuti, e molto bene anche. Io ho conosciuto i suoi pregi e lui i miei, e infine i difetti… e il nonno come sai ne ha ben tanti! Ma sono i difetti che lo rendono l’uomo che mi ha sorriso con gli occhi quel giorno sotto il balcone, e io quegli occhi non li ho mai voluti cambiare. Io e il nonno abbiamo scelto di non scappare dai difetti l’uno dell’altra, di non buttarli pensando di trovare di meglio, ma di perdonarci per gli sbagli e di ritrovarci sempre. Io e il nonno abbiamo scelto di conoscerci, per 50 lunghi anni. E ancora oggi continuiamo a conoscerci.»

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Ho stima di te

Lui la guardava ogni volta come se fosse la cosa più bella mai vista. Ma non riusciva a dirglielo quanto contasse lei nel suo cuore. Non riusciva a dirle una parola. Dentro di lei si scavavano insicurezze profonde, e tutte le volte che si sentiva così si aggrappava a quello sguardo, era l’unica cosa che aveva, l’unica certezza che lui le dava.
Poi una sera capì che senza volerlo la stava allontanando.
E allora le disse: «io ho stima di te».
«Stima di me?» lei gli rispose.
«Sì, ti stimo per la donna che sei. Prima della tua bellezza, prima dei tuoi pregi, io ho stima di te. Perché nonostante tutto quello che hai vissuto ti sei rimboccata le maniche e ti sei fatta da sola. Perché non chiedi aiuto a nessuno. Sei una donna che basta a se stessa.»
Lei lo guardava incredula, ma felice.
«Tu sei un esempio per me. Mi hai insegnato un sacco di cose. E chissà ancora quante me ne insegnerai. E poi sei bella… Bella di una bellezza non comune, di una bellezza particolare. Sei bella in tutto ciò che fai, nei tuoi modi, in ciò che sei.»
Lei lo guardò con occhi colmi di stupore, si sentiva bellissima come non si era sentita mai.
«E sei sicuro di voler restare? Io sono terribilmente complicata. Vivo tormenti non dimenticati e mi perdo spesso. Forse dovresti avere accanto qualcuna che sia più serena.»
«Tu sei piena di difetti. Molti li conosco e chissà quanti altri ne conoscerò. Ma io mi sono innamorato di te per questi. Non sarebbe amore se restassi solo per le cose belle. Sì, sono sicuro di voler restare. Con tutti i tuoi difetti, con tutti i tuoi casini, con tutti i tuoi pesi. Non me ne vado.»