Mi prenderò cura di te

La prima volta che ti ho rivista, nonna, ho pensato che il mio cuore non avrebbe retto a tutte quelle emozioni. Tu sei diventata così piccola, così fragile, così da stringere.
La prima volta che ti ho riabbracciata le gambe sembravano cedermi, ma mi sono fatta forza per sorreggere anche te. Guardarti, in quel momento, mi ha provocato un uragano di emozioni: ricordavo cos’era stato crescere insieme a te, stare sempre tra le tue braccia. Ma anche i problemi, le litigate, i tradimenti,
e il rumore forte di quella porta che avevo sbattuto prima di andare via l’ultima volta, anni fa. Se mi chiedessero qual è la cosa che
mi ha colpita di più la prima volta che ci siamo riviste risponderei la complicità. Il tuo tempestarmi di domande, il tuo volermi raccontare tutto come se fosse un giorno qualunque, come se quel tempo distante non
ci fosse mai stato. È bastato un secondo per capire che i legami speciali il tempo e la distanza non possono cambiarli. Si interrompono e riprendono esattamente da lì. Mentre mi guardavi mi sono chiesta se sono come tu mi avresti voluta, la donna che speravi che io diventassi. Poi, vedere i tuoi occhi felici ha reso felice anche me.
Io non posso fingere davanti alla vita che tutto il dolore che è stato io non lo senta ancora in ogni centimetro del mio cuore, che non ricordi quanto mi siano costate ogni giorno quelle ferite. Ma io avrò una vita per ricucirle, mentre troppo poco ne avevo per perdonarti.
Ti prometto che in questo tempo che abbiamo sarò io a tenerti tra le mie braccia, come facevi tu con me quando ero piccola.
Sarò io a cullarti e a prendermi cura di te.
E quando mi mancheranno le parole ti guarderò con i miei “occhioni” che tanto ami.
E spero proprio che loro sappiano colmare tutto quello che non è stato e riempire tutto quello che sarà.