Mi piaci, mamma

Amo vederti sorridere mamma, è la cosa più bella del mondo, è la cosa che riesce a fare sorridere pure me. Mi piace quando ridi, qualsiasi sorriso sia. Amo il sorriso che fai mentre ti coccolo, quella serenità che segue i tratti del tuo viso. Quel viso che amo, perchè sa di pulito, di vita onesta, di cose semplici. Come tutte quelle che mi hai insegnato. Amo il sorriso che fai quando rientro a casa, un solo sorriso riesce a dirmi “mi sei mancata”. Mi piaci perchè ci amiamo ma non ci soffochiamo. Mi piaci perchè parli sempre con calma, bilanciando l’aria che si fa pesante. Amo i nostri sorrisi che si capiscono al volo. E i tuoi occhi che sorridono prima delle labbra. Quando siamo insieme non ci manca nulla. Lo penso mentre a volte ti guardo, la sera mentre ti sei addormentata sul divano. È sempre la stessa storia: non hai sonno e vuoi restare a guardare la tv, ma poi crolli dopo pochi minuti. Ti guardo dormire, seguo il disegno del tuo respiro e, allora, lì sono io che sorrido.

L’amicizia arriva quando non ci credi più

Quando ti ho conosciuta non pensavo che saremmo diventate amiche. Mi sembrava che fossimo troppo diverse. Poi, quando hai iniziato a raccontarmi di te è stato come rivedere me allo specchio. Tu il mio riflesso, solo un po’ più piccolo. Avrei voluto dirti di non rinunciare ai tuoi sogni come avevo fatto io, di non mettere gli altri prima di te, di non sacrificarti più per niente e per nessuno. Avrei voluto anche non farti fare i miei sbagli, ma poi ho capito che ognuno deve fare il proprio percorso. E l’unica cosa che possiamo fare è farci trovare sempre accanto a loro, qualora ne avessero di bisogno.
Vorrei dirti molte cose. Per prima vorrei dirti che ti voglio bene. Non te l’ho mai detto, e lo so che di solito si scrive alla fine, ma è una cosa così semplice che a volte poi si scorda. Ecco perchè per non scordarla ho deciso di scriverla subito.
Quello che ti auguro è di sentirti sempre nel posto dove vuoi stare, che trovi casa in ogni cosa che ami e che ti fa stare bene, e che i guai e i problemi ti stiano il più lontano possibile. Ma so benissimo che se si dovessero avvicinare tu sarai pronta e fortissima a prenderli a pugni, per cacciarli via.

Quello che ti auguro

Quello che ti auguro è di riuscire a rialzarti sempre, anche quando le cadute sembreranno più forti e la tentazione di restare lì, immobile a terra ad aspettare che la vita passi, sarà inevitabile. La vita non passa e non aspetta nessuno, affrontala, conquistala e vincila. Ti auguro di vincere. Le tue battaglie, le tue sfide, i tuoi limiti. E quando non sarà possibile, quando perderai, ti auguro di resistere e di saper trarre tutta la forza e l’insegnamento per non perdere più.

L’amore che non aspetti più

Mi piace pensare che l’amore
sia tutto quello che ho vissuto ieri ma, soprattutto, tutto quello che forse proverò domani. Mi piace pensare che forse l’amore non l’ho ancora incontrato. Che non l’ho ancora conosciuto. Mi piace pensare che l’amore sia tutto quello che non immagino
e che non aspetto più.

Il tuo posto

Oggi ho ripreso a scriverti. E a pensarti. Anzi, di pensarti non ho mai smesso.
Vorrei iniziare con “Ciao amore mio” ma suona ridicolo per chi si è detto addio.
Come stai? A me va tutto apparentemente bene, sorrido alla gente e scherzo sempre, poi ci rifletto e so che niente va come dovrebbe. Che nulla è al proprio posto.
Dove sei? Cosa fai? Oggi fa freddo e tu dovresti essere qui, a riscaldarmi, a stringermi. Ma non ci sei e, allora, tra le cose che non sono al proprio posto ho capito che ci sei anche tu. Il tuo posto è qui.

Dedicato alle Donne

Dedicato alle donne che bastano a loro stesse. Quelle che non si accontentano.
Quelle che scelgono di stare con qualcuno

per amore, soltanto per Amore.
Quelle che non hanno paura della solitudine,
perché hanno capito che può essere un tempo per conoscersi e per ascoltarsi.
Dedicato alle donne che da sole

sanno fare tutto.
Quelle che hanno imparato a cavarsela
nei guai più grandi, nei dolori più forti,
nelle salite più ripide.
Quelle che quando sono cadute
si sono rialzate da sole.
Quelle che oggi chi le ferma più.
Quelle che non hanno bisogno di un uomo

per riempire i loro vuoti, il loro tempo,
i loro spazi. Ma il loro cuore.
Dedicato a quelle donne che non cercano

un uomo, ma quell’uomo. Quello che le completi, come l’ultimo pezzo di un puzzle.
Quelle che non vogliono la tua casa,

la tua macchina, il tuo conto.
Quelle che vogliono solo lasciarti il pezzo più buono della loro pizza, il loro tempo per accompagnarti nella vita, la loro mano per farti sentire la metà del peso e i loro occhi
per farti ricordare la strada di casa.
Dedicato a tutte quelle donne

che sono corteggiate ma non se ne vantano, perché si vanteranno, un giorno, solo di te.

I capelli delle donne

Non per tutte le donne i capelli sono uguali. Per alcune sono solo un elemento di bellezza, per altre molto di più. Sono protezione, ad esempio. Per questo non riescono a tagliarli mai corti. Sentirsi le spalle coperte, ecco tutto. E poi sicurezza.
Se abbassi lo sguardo, nei momenti difficili e tristi, oppure in quelli belli e d’imbarazzo, loro ti seguono. Seguono i movimenti del tuo viso e ti accompagnano, nascondendo le emozioni che non vuoi far vedere.

Conta chi sceglie di esserci

Poi, di colpo, accade qualcosa. All’improvviso, durante la giornata. Di imprevisto, di forte, d’impatto. Ed è lì che capisci quello che fino a quel momento non avevi compreso. Oggi, quello che ho capito all’improvviso, nella mia giornata d’impatto, è che per capire chi davvero ci ha amati basta sapere che c’è stato. Non servono i regali che ci ha fatto, le sorprese che ci ha preparato, le volte che abbiamo litigato, quelle in cui ci siamo detti il peggio e quelle in cui ci siamo detti addio. Conta chi, nonostante tutto questo, è rimasto, sempre. Non perché tu glielo hai chiesto. Non quando tu l’hai cercato. Non quando tu gli hai raccontato. Conta chi è rimasto, da solo. Libero di scegliere. E ha scelto di esserci, anche con difficoltà, anche nei periodi in cui temeva che per lui non ci fosse più posto. Conta chi, nel bel mezzo della giornata, a volte all’improvviso ti ha chiesto “Come stai?” Così senza un motivo apparente, così solo perché ti stava pensando. Ecco, conta chi ti pensa e te lo dice. Scavalcando ogni limite e abbattendo ogni muro. E conta anche chi, pur non riuscendo a dirtelo, ti dice altro che ti riporti a quello. Chi ti ha visto nelle condizioni peggiori, nei momenti in cui ti sentivi più fragile, quelli in cui respingevi e allontanavi tutti.
Oggi ho avuto il mio momento d’impatto, la mia giornata più dura, dove devi essere forte. E quando mi sono girata pensavo non ci fosse nessuno e, invece, ancora una volta c’eri tu. Senza che sapessi nulla di me. Senza che io te lo chiedessi. C’eri. Ci sei.

Sul cuore

Vorrei raccontarti di tutte le volte che ti penso.
La mattina, appena apro gli occhi.
Quelli grandi, che amavi tanto.
Sicurezza e rifugio per te.
Sei già sveglio? Dormi ancora?
Sono tra i tuoi primi pensieri?

Vorrei raccontarti di tutte le volte che ti penso.
È mattina presto, io e te e basta,

una passeggiata in una città sconosciuta.

Sono in cucina, l’odore del caffè.
Sarà dura anche questa giornata?

Mi avresti detto no, anche se sapevi
sarebbe stato un sì.

Di quando entro al supermercato.
Vorrei comprarti tutto quello

che non posso più regalarti.
E che sarebbe stato sempre la metà
di tutto quello che tu compravi per me.

Stasera mangio fuori.
Sto chiudendo casa e penso a te.
Scendo le scale e penso a te.
Apro il portone e guardo la macchina,
anche se lo so che non ci sei.
“Dove andiamo?” Chiedevi.
“Non lo so, scegli tu” Rispondevo.
E passavamo delle ore. Indecisi e complici.
Divertiti e complici. Arrabbiati e complici.
Complici sempre, io e te.
Invece stasera hanno già scelto.
Non passerò delle ore, indecisa.
E non sarò complice, di sguardi e sorrisi.

Di baci e abbracci stretti.

C’è la nostra canzone.
Al mare e al centro commerciale.
In macchina e alla televisione.
Stai cercando un modo per parlare?

C’è una coppia di anziani, qui davanti a me.
Si sorridono, stretti, e un po’ litigano,

ma sempre stretti.
“Io e te tra qualche anno” Avresti detto.
Avrei sorriso. Sorrido anche adesso.
Chissà se torneremo, tra qualche anno.

Vorrei raccontarti di tutte le volte che ti penso.
E sono tante, come vedi.
E ne mancano molte altre, mi credi?

Il tempo non serve a dimenticare,
la distanza non basta per non amare,
il silenzio si può ascoltare.

Ti porterà lì, dove sei rimasto,
lì, dove ti tengo.
In alto, a sinistra.
Sul cuore.